I patti prematrimoniali sono degli accordi stipulati (in forma di atto pubblico redatto da un notaio e alla presenza di due testimoni) prima della celebrazione del matrimonio (o in costanza di matrimonio), in cui i coniugi stabiliscono preventivamente e in modo consensuale quali saranno i loro rapporti patrimoniali nel caso il vincolo matrimoniale venga meno (separazione, divorzio, cessazione degli effetti civili del matrimonio).

Patti prematrimoniali Cosa Sono e a cosa servono

Lo scopo degli accordi prematrimoniali è quello di evitare che la negoziazione di tali rapporti avvenga nel momento in cui il matrimonio è oramai naufragato, quando recriminazioni e rivendicazioni reciproche rischiano di rendere più difficile giungere a un accordo che soddisfi entrambe le parti.

La stipulazione di tali patti, tuttavia, non incide sui diritti e sui doveri inderogabili scaturenti dal matrimonio sanciti dall’art. 160 del Codice civile (il diritto agli alimenti, il dovere di assistenza morale e materiale, l’obbligo di mantenimento dei figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti), né sullo status coniugale (che prevede l’obbligo di solidarietà tra i consorti), ma disciplina solo la misura e le modalità concrete per la realizzazione dei diritti e obblighi negoziabili tra i coniugi.

In Italia, tuttavia i contratti prematrimoniali sono ritenuti nulli, rispetto invece ad altri ordinamenti giuridici, nei quali sono ammessi. In Inghilterra, USA e Australia i cosiddetti “prenuptial agreements” rappresentano una realtà oramai consolidata, e anche in alcuni Paesi europei sono regolarmente previsti, come in Spagna, in Germania e parzialmente anche in Francia, dove gli accordi prematrimoniali non sono validi, ma il Code Civil concede ampio spazio all’autonomia privata nell’ambito delle convenzioni stipulate durante il matrimonio.

Per questo motivo la Presidenza del Consiglio il 19 marzo scorso ha presentato in Senato un disegno di legge delega che contiene un accenno ai contratti prematrimoniali. Secondo il Presidente del Consiglio e del Ministro della Giustizia si tratterebbe di una lacuna particolarmente avvertita nel sentire sociale, come dimostrano anche i ripetuti interventi giurisprudenziali chiamati a occuparsi di accordi stipulati dai nubendi per l’eventuale futura crisi del rapporto o dai coniugi per regolare gli effetti, soprattutto patrimoniali, della crisi in atto.

Patti prematrimoniali Cosa Sono e Cosa Dice il Testo

Come si legge nel testo all’art 20 lett. b, in caso di approvazione del Ddl delega il Governo sarà delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per la revisione e integrazione del codice civile, al fine, tra l’altro, di «consentire la stipulazione tra i nubendi, tra i coniugi, tra le parti di una programmata o attuata unione civile, di accordi, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, aventi efficacia obbligatoria, intesi a regolare tra loro, come ricorda il blogger Alessio Del Vecchio, nel rispetto delle norme imperative, dei diritti fondamentali della persona umana, dell’ordine pubblico e del buon costume, i rapporti personali e quelli patrimoniali e i criteri per l’educazione dei figli».

Nel caso i patti prematrimoniali fossero introdotti anche nel nostro ordinamento, i nubendi, i coniugi e le parti di un’unione civile avranno quindi la facoltà di stabilire i rapporti personali e patrimoniali, nonché i criteri per l’educazione dei figli prima dell’eventuale crisi futura, con il duplice obiettivo di accorciare i tempi di attesa per la separazione e il divorzio e di abbassare il livello di conflittualità all’interno della coppia, che spesso si ripercuote negativamente sulla serenità dei figli minori.